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In qualità di Consulente della Commissione Parlamentare di Inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere XVIII legislatura, sono stata incaricata di redigere un Vademecum per Valorizzazione dei beni sequestrati e confiscati indirizzato agli Enti Locali.
Si tratta di una mappa che guida l’amministratore locale in ogni suo passo.
Strutturato in due sezioni, il Vademecum offre le informazioni più utili, proponendo diverse modalità di acquisizione delle stesse:
La prima sezione è impostata in modalità F.A.Q. e fornisce le risposte alle domande più frequenti. Oltre alle indicazioni contenute nel Codice Antimafia, si possono trovare proposte di buone pratiche (es. l’avviso esplorativo che un’amministrazione può pubblicare, al fine di raccogliere le manifestazioni di interesse da parte del III settore) o utili suggerimenti (es. le modalità di reperimento delle opportunità finanziarie o i recapiti necessari per l’acquisizione di informazioni).
Questa sezione è arricchita da grafici esplicativi e da modelli di fac-simile per un prontuario semplice ed efficace.
La seconda sezione propone un approfondimento delle questioni trattate nella sezione precedente. Utilizzando un linguaggio chiaro e diretto, si cerca di fornire elementi ulteriori e più approfonditi che permettano una conoscenza esaustiva delle procedure, delle buone partiche e dei documenti che è necessario fornire.
Il testo è volutamente privo di ogni commento e considerazione sul merito. Si propone come “cassetta degli attrezzi”, per usare una metafora efficace, per gli amministrativi degli Enti Locali che devono gestire le procedure necessarie. Intende sopperire ad una carenza di comunicazione tra Amministrazioni ed offre una sorta di formazione di “pronto d’uso”.
Al fine di testare l’efficacia dello stesso, il Vademecum è stato sottoposto alla valutazione di una Amministrazione di un Comune di circa 1.500 abitanti.
Un dato riferito in Commissione dal Direttore dell’ANBSC Prefetto Corda, ha condizionato in modo determinante, la scelta di strutturare il vademecum come un semplice ed efficace abbecedario. Si tratta della percentuale di Comuni che, nonostante abbiano beni immobili confiscati sul loro territorio, non hanno i codici di accesso alla piattaforma OPEN Re.G.I.O
L’accesso alla piattaforma OPEN Re.G.I.O. rappresenta il primo passo essenziale ed indispensabile per verificare la presenza e la consistenza dei beni confiscati siti su di un territorio. Il dato nazionale dimostra che ben il 63% dei comuni italiani con beni confiscati non hanno le credenziali di accesso alla Piattaforma. La motivazione di tale mancanza non è conosciuta. Inconsapevolezza, mancanza di diligenza, incompetenza? Di fatto, se non si accede ad OPEN Re.G.I.O non si può avviare la procedura di richiesta di assegnazione dei beni.
Si è partiti da questo dato, piuttosto sconfortante. Si sono vestiti i panni dell’amministratore locale che, in totale buona fede, cerca di comprendere il meccanismo, ai suoi occhi complesso e tortuoso, che porta ad arricchire il suo territorio con beni sottratti alla criminalità organizzata.
L’accesso alla piattaforma e la modalità di richiesta delle credenziali che permettono di conoscere e monitorare il territorio vengono spiegati con indicazioni dei singoli step, resi in forma grafica e riportati con screen shot della stessa piattaforma OPEN Re.G.I.O
Ma l’intenzione del Vademecum non è solo quella di rende edotti gli Enti Locali rispetto al loro territorio, azione già di per sé meritevole, ma quella di fornire le indicazioni che permettano di portare a buon fine la richiesta di assegnazione del bene ed ancora, una corretta e fruttuosa gestione.
Le informazioni concernenti la domanda di richiesta di assegnazione, da presentare mediante una “manifestazione di interesse”, corredata da un progetto di riutilizzo del bene, sono state fornite non solo alla luce delle previsioni normative, ma tenendo in considerazione i consigli contenuti nella c.d. Strategia nazionale per la valorizzazione dei beni confiscati attraverso le politiche di coesione. Si tratta di un documento realizzato dall’ANBSC, in collaborazione con il Dipartimento per le politiche di Coesione (DPCoe) della Presidenza del Consiglio dei Ministri finalizzato a condividere e diffondere le prassi più virtuose.
Il Vademecum intende finanche tutelare l’Ente Locale rispetto ad una conduzione della procedura non del tutto trasparente. Atto che lo potrebbe esporre a conseguenze spiacevoli.
Per questo motivo, vengono tratteggiati gli obblighi ai quali è esposto in qualità di gestore o concedente e vengono, altresì, indicati gli impegni che devono essere pretesi dal concessionario.
Tra le buone pratiche finalizzate ad una efficiente valorizzazione del bene si colloca certamente il Regolamento comunale per la valorizzazione dei beni immobili confiscati. Si tratta di uno strumento che, una volta formulato ed approvato, rende molto più agevole la gestione dei beni. Le indicazioni sulla formulazione dello stesso sono state redatte a seguito di un’analisi di tutti i regolamenti dei comuni italiani.
Si è inoltre cercato di mettersi nei panni del “buon amministratore”, chiedendosi quali potessero essere le problematiche che potessero disincentivare la richiesta di assegnazione dei beni.
Oltre alla già citata complessità, del tutto apparente, della procedura, l’assenza di risorse economiche rappresenta senza dubbio l’ostacolo maggiore.
Nella consapevolezza che solo in rari casi l’Ente Locale potrà individuare i fondi necessari per l’eventuale ristrutturazione e gestione del bene, nelle pieghe del proprio bilancio, si forniscono utili indicazioni in merito a possibili finanziamenti ai quali si potrebbe attingere.
L’amministrazione locale deve farsi parte attiva anche nella ricerca di possibili forme di finanziamento. Nella “Sezione di approfondimento” del Vademecum si forniscono utili indicazioni di possibili forme di finanziamento: da una mappatura di tutte le leggi regionali che prevedono un finanziamento finalizzato alla gestione dei beni confiscati, all’indicazione di policy di intervento privato (fondazioni e fondi mutualistici) e pubblico (fondi ministeriali). Sino a dare una breve indicazione sulle previsioni contenute nel recente Piano Nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).
Nel caso in cui tutte le indicazioni contenute nel Vademecum non fossero sufficienti, a chi ci si può rivolgere? A tale fine, viene fornita una breve rubrica di tutti i recapiti utili e necessari: della sede centrale dell’Agenzia, delle sedi distaccate (con le competenze territoriali). Prefetture e Commissione Parlamentare Antimafia.
Come già stato indicato, al termine della I sezione vengono forniti cinque facsimile che possono rappresentare un aiuto tangibile e di pronto utilizzo:
Modello di avviso esplorativo per manifestazione di interesse per la gestione gratuita dei beni confiscati alla criminalità;
Modello di formulazione di Interesse;
Modello di regolamento comunale per l’acquisizione, la gestione e il riutilizzo dei beni immobili confiscati alla criminalità organizzata;
Modello di avviso pubblico per l’assegnazione in concessione d’uso a titolo gratuito;
Modello di convezione per l’assegnazione in uso di un bene confiscato alla criminalità organizzata.
Il modello 3 ed il modello 4 sono stati elaborati da Giorgia Casabona nell’ambito della tesi di Master in II Livello in “Gestione e Riutilizzo beni confiscati e sequestrati. Pio La Torre” (VII ciclo, A.A. 2017/2018) attivo presso l’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna.
Nonostante gli Enti Locali abbiano un ruolo determinate nella valorizzazione dei beni immobili, per completezza ed esaustività, si è voluto sottolineare il ruolo degli stessi anche in caso di assegnazione dei beni mobili e di gestione delle aziende. Un ruolo non primario, ma che può essere complementare e di aiuto.
Il Vademecum sotto riportato è parte integrante della Relazione Sull’analisi delle procedure di gestione dei beni sequestrati e confiscati prodotta dal IX Comitato.

Stefania Pellegrini

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