Un culatello, sei bottiglie di champagne Dom Perignon Vintage del 2012, qualche migliaio di euro consegnati a mano dentro un’auto di servizio utilizzata da funzionari pubblici per fini impropri come le trasferte al circolo del tennis o le visite ai genitori. Bastava poco, secondo la Guardia di Finanza di Parma, per convincere alti dirigenti dell’AIPO (Agenzia interregionale per il fiume PO) ad assegnare gli appalti e i lavori senza le doverose e corrette gare pubbliche. Bastava poco per inciampare nei reati di corruzione e peculato che la procura di Parma ora contesta a sette persone per le quali sono state chieste al Giudice misure personali restrittive, confische e sequestro di beni.
Gli arresti domiciliari il GIP Luca Agostini li ha concessi solamente nei confronti dell’imprenditore Paolo Ubaldi, nativo di Parma e residente a Poviglio di Reggio Emilia, titolare dell’impresa Moteco srl. Azienda che con il minimo della spesa aveva ottenuto il massimo delle commesse affidate dall’AIPO nel bacino idrografico del fiume Po tra l’Emilia e la Lombardia. Lavori importanti e delicati, come la manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua a Cremona nel triennio 2022/2024; o come la sistemazione della frana sul Secchia nel comune di Concordia di Modena; o ancora la ristrutturazione dell’argine maestro del Po nei comuni mantovani di Ostiglia e Serravalle. Lavori importanti per la sicurezza pubblica ma anche per il volume economico degli appalti, che supera complessivamente i cinque milioni di euro. Ubaldi se li è portati a casa secondo l’accusa con il minimo della fatica: tre versamenti in contanti per complessivi 10mila euro tra il primo settembre 2022 e il 16 gennaio 2023, più un culatello consegnato a mano il 22 dicembre come presente per le imminenti cene natalizie. Il corrotto, sempre secondo l’inchiesta della Guardia di Finanza di Parma, non è un personaggio di secondo piano ma il capo supremo dell’Agenzia interregionale per il fiume Po: Meuccio Berselli, già direttore tra il 2017 e il 2022 dell’Autorità di Bacino con sede a Parma che opera (o dovrebbe farlo) sotto la stretta vigilanza del ministero dell’Ambiente. All’Autorità di Bacino si affianca poi dal 2003 l’AIPO, Ente istituito dalle quattro regioni italiane attraversate dal fiume Po: Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. È un colosso pubblico con 13 sedi e oltre 360 addetti del quale viene nominato rappresentante legale nel 2022 lo stesso Meuccio Berselli, il quale assume anche l’incarico, per ironia della sorte, di responsabile per “la prevenzione della corruzione e per la trasparenza dell’Ente”. La consegna delle buste con i soldi avveniva sull’auto del direttore, che in realtà non era sua ma dell’Autorità di Bacino. I finanzieri hanno fotografato e filmato lo scambio di denaro, intercettando conversazioni telefoniche e ambientali che incastrano il direttore, sul quale non è tenero il giudice Agostini nella ordinanza: “Ha dimostrato disprezzo delle regole che disciplinano l’attività di un pubblico ufficiale: gestione personalistica della pubblica funzione, spregiudicatezza nei rapporti con i privati, controllo capillare ed assoluto della struttura pubblica”. In più Berselli, sempre secondo il giudice, era abituato a considerare l’auto un bene personale di cui fare uso secondo le proprie esigenze: “Si è autoassegnato l’auto di servizio, diventata una sorta di benefit personale. E quando si è trattato di mandare in riparazione l’auto principale, ha utilizzato la seconda privando tutti gli altri dipendenti della possibilità di usufruirne”. Per questa malsana abitudine dovrà rispondere dell’accusa di peculato.
Nonostante le prove schiaccianti il giudice non rileva per Berselli la necessità degli arresti domiciliari, perché “da ormai più di un anno non riveste posizioni di vertice” e non ha più l’autorevolezza per inquinare le prove. Si era autosospeso, dopo la notizia della conclusione delle indagini, mantenendo però il 50% del compenso previsto dalla carica, pari a circa 80mila euro l’anno. Ora a sospenderlo definitivamente ci ha pensato l’ufficio provvedimenti disciplinari dell’AIPO.
Berselli non era però l’unico dirigente dell’Ente “sensibile” ai regali. Indagato è anche il dirigente dell’Aipo di Cremona Fernando Altobello, che nella gestione di un appalto da 1,5 milioni di euro avrebbe firmato gli atti dei necessari sopralluoghi sui sistemi di difesa idraulica del fiume Cherio, in provincia di Bergamo, senza in realtà averli mai fatti, quei controlli. Aveva preferito andare al ristorante assieme al titolare dell’impresa che si era aggiudicata l’appalto, firmando le carte sul cofano dell’auto alla fine del pranzo. Anche Altobello aveva inoltre conosciuto l’imprenditore Paolo Ubaldi che anche a lui, dice la documentazione della Guardia di Finanza, aveva consegnato 3mila euro in contanti dopo avere ottenuto l’appalto triennale per la manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua a Cremona.
La cassa con le sei bottiglie di Dom Perignon Vintage del 2012 Meuccio Berselli la riceve invece da un altro imprenditore ora indagato, Lorenzo Barilla, dopo che questi aveva ottenuto l’aggiudicazione di lavori d’urgenza sulle sponde dell’Enza nel comune di Sorbolo Mezzani. Ogni bottiglia ha un valore commerciale, dice la Guardia di Finanza, di 235 euro, per un totale di 1410 euro. In cambio Lorenzo Barilla si era portato a casa per la sua impresa Cabeco srl una commessa di lavori pubblici da 114.800 euro. Un buon scambio, insomma.
Come sempre a rimetterci in questi casi sono invece la salute degli ambienti in cui viviamo e la sicurezza delle comunità. Alluvioni e devastazioni ambientali sono all’ordine del giorno ed è sempre più difficile capire, per i cittadini, se ciò sia frutto di inevitabili cambiamenti climatici o di malsane casse di champagne.
Paolo Bonacini
