Dopo 11 giorni di sciopero contro le mancate misure di sicurezza per far fronte all'emergenza coronavirus, è stata siglata un'intesa nell'impianto Amazon di Castel San Giovanni (Piacenza) tra i sindacati Filcams CGIL, Fisascat CISL, UILTucs, UGL e l'azienda.
L'intesa prevede almeno due metri di distanza fra i lavoratori; ingressi uscite, accesso alla pausa e alla mensa contingentati; controllo della temperatura all'ingresso; distribuzione quotidiana di mascherine e guanti (nel caso non fossero sufficienti, i sindacati chiederanno la sospensione dell'attività o la sua riduzione); chiusura di docce, spogliatoi e aree fumatori; possibilità di portare nelle postazioni di lavoro telefonini e altri effetti personali; aumento di 5 minuti della pausa retribuita; polizia e sanificazione programmati e tracciati. Inoltre, durante i tre turni di lavoro ci saranno sempre due rappresentanti sindacali che, insieme al personale indicato dall'azienda, potranno muoversi all'interno dello stabilimento collaborando all'attuazione e alla verifica di queste nuove misure adottate. Nell'accordo, le sigle sindacali hanno anche ribadito la richiesta di evadere solo gli ordini che riguardano i beni di prima necessità.
Si tratta di un'intesa arrivata al termine di una lunga trattativa, onerosa e snervante per i lavoratori dal momento che Amazon non ha accettato il confronto con le strutture territoriali delle organizzazioni sindacali, limitandosi a confrontarsi solo con RSA e RLS. "Non ha certamente aiutato la trattativa il susseguirsi di decreti del Governo ed ordinanze regionali che - sottolineano le sigle sindacali firmatarie dell'accordo -, oltre a delineare un quadro di permanente incertezza normativa, non hanno alla fine chiarito una serie di questioni fondamentali, prima fra tutte quella delle merceologie sottoposte a blocco attività e quelle rientranti nelle eccezioni". Per Filcams CGIL, Fisascat CISL, UILTucs, UGL rimane infatti "paradossale la circostanza secondo la quale un'attività di commercio al dettaglio, per ragioni legate all'emergenza Covid 19, debba restare chiusa, mentre nell'impianto Amazon di Castel San Giovanni girino oltre 1.500 lavoratori al giorno e non si ravvisino le stesse ragioni di profilassi. Ne consegue anzi un vantaggio competitivo per il colosso multinazionale a danno della piccola attività, spesse volte di carattere familiare".
