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20 apr. - In vista della "fase 2", «bisognerà riorganizzare complessivamente il sistema di produzione e di erogazione dei servizi». Perché «è chiaro che il virus ha abbassato la testa, ma noi non possiamo abbassare la guardia». Così il segretario generale della CGIL Emilia-Romagna Luigi Giove ai microfoni di Radio Bruno riguardo alla prossima fase che attende il Paese. «Abbiamo bisogno di garantire che alla ripresa delle attività produttive vengano mantenuti alcuni requisiti di distanziamento tra le persone: rimodulazione degli orari, maggiore disponibilità all'utilizzo dello smart working e, soprattutto, avere a disposizione dispositivi di protezione individuali», ha ribadito Giove. 

Per quel che riguarda i controlli, invece, «la nostra proposta è di replicare lo schema post sisma del 2012 in Emilia-Romagna: costituire cioè un gruppo con le forze dell'ordine e con gli enti di vigilanza che verifichino cosa effettivamente avviene nelle imprese». Accanto a questo, sostiene Giove, «andrebbe messo in piedi un regime sanzionatorio: piuttosto che avere i posti di blocco della polizia per le strade a controllare la gente, forse sarebbe più interessante mandarli a fare delle ispezioni nelle aziende per capire come la gente sta lavorando».

Tema cruciale ma totalmente dimenticato, è quello che riguarda i più piccoli, dato che con ogni probabilità fino a settembre non riapriranno le scuole. «Questo Paese - attacca Giove - per due mesi si è dimenticato dei nostri figli, un fatto gravissimo. Bambini che vivono reclusi da due mesi e non si capisce bene nemmeno il perché». Detto questo, «è evidente - continua il segretario della CGIL Emilia-Romagna - che i 15 giorni di congedo parentale non sono sufficienti. Sono necessari strumenti molto più robusti per garantire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro (e in questo caso i tempi di vita sono piuttosto complicati)». Diventa quindi necessario «garantire congedi parentali a tutti coloro i quali lavorano in famiglia e non hanno la possibilità di collocare diversamente i loro figli, perché qui non ci sono solo le scuole chiuse ma molto probabilmente anche i campi estivi saranno chiusi, quindi avremo che fare con mesi nei quali sarà difficile organizzare la propria vita».

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