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Inizia l appello del processo Aemilia. CGIL in aula come parte civile - CGIL Emilia-Romagna Inizia l appello del processo Aemilia CGIL in aula come parte civile Nell'aula bunker del carcere di Bologna ha preso via la prima parte dell'appello di Aemilia, conclusosi in primo grado a Reggio Emilia con 118 condanne per circa 1.200 anni di carcere a ottobre 2018 L'udienza riguardava i 24 imputati che, a dibattimento in corso, hanno chiesto di essere processati in rito abbreviato per il reato di associazione mafiosa. Alcuni detenuti erano presenti nelle due gabbie allestite nell'aula, altri collegati in videoconferenza. Il 19 febbraio comincerà il secondo grado anche del rito ordinario dopodiché, presumibilmente, i due procedimenti saranno riuniti. All'udienza erano presenti pure le parti civili e quindi anche la Cgil Emilia-Romagna con il suo segretario generale Luigi Giove. Il lavoro, infatti, ha rappresentato una componente fondamentale del disegno criminoso messo in atto. Il suo sfruttamento, e la conseguente negazione dei diritti, hanno avuto un ruolo essenziale nei meccanismi di accumulazione e arricchimento della 'ndrangheta. Sono emerse situazioni, di portata anche drammatica, che hanno messo in evidenza le modalità di assoggettamento di tante persone, dei lavoratori alle regole mafiose. Una condizione grave e pervasiva che ha trovato un argine fondamentale nell'azione messa in campo dalla magistratura e dalle forze dell'ordine. Ma a risultare fondamentale è stata anche la risposta delle forze sociali - sindacato, associazionismo antimafia - e delle stesse istituzioni locali che hanno saputo reagire per contrastare le mafie in questa regione. Perché dove c'è la mafia non può esserci sindacato e non può esserci l'esercizio della tutela dei diritti dei lavoratori.       Servizio del Tgr ER Rai
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