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"Ripartire dal Lavoro" per scongiuare un conflitto sociale ingovernabile e per costruire l'Italia del futuro. CGIL CISL e UIL hanno riempito le piazze d'Italia per mandare questo messaggio e lo hanno fatto in maniera un po' insolita ma necessaria in questi tempi di emergenza sanitaria, nel pieno rispetto quindi delle normative anti Covid. E così è stato anche in piazza Nettuno a Bologna, dove si è svolta l'iniziativa regionale: 448 posti a sedere autorizzati, tre postazioni gel igienizzanti all'ingresso, mascherine per chi ne era sprovvisto, sedie distanziate (1,10 metri ciascuna). 

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La platea di piazza del Nettuno a Bologna

Ritornare a riempire le piazze e a far sentire la voce delle lavoratrici e dei lavoratori perché il momento è cruciale. La discussione è aperta sulla destinazione dei fondi europei, a cominciare da quelli del Recovery fund, con ripercussioni anche a livello regionale in vista della scrittura di un nuovo Patto per il lavoro e per il clima. "Noi abbiamo bisogno di un intervento rapido a sostegno del lavoro, sugli ammortizzatori sociali, perchè quelli che ci sono sono totalmente inadeguati. Poi abbiamo bisogno di cominciare a ragionare di come si crea nuova occupazione, che non può che essere differente rispetto a quella del passato, che ha prodotto il disastro attuale", ha messo in guarda il segretario della CGIL Emilia-Romagna Luigi Giove. Insomma, "serve una rimodulazione degli orari e una ridistribuzione del lavoro tra più persone a parità di salario". 

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Il segratario della CGIL ER Giove mentre risponde alle domande dei cronisti

Secondo Giove è necessario in questo momento "un approccio organico, di strumenti nazionali e regionali, con delle controparti che siano disponibili a lanciare una sfida per il futuro". Perché al contrario di quanto indicato dal presidente nazionale di Confindustria Carlo Bonomi, "è questa la vera rivoluzione", sottolinea il leader regionale della CGIL. "Finito il blocco dei licenziamenti - ha aggiunto rischiamo di trovarci di fronte all'esplosione di un conflitto sociale difficile da governare". Servono quindi idee, ricette, proposte e quelle dei sindacati sono chiare e precise. Innanzitutto è necessario riformare il sistema degli ammortizzatori sociali che durante il lockdown ha manifestato tutte le sue fragilità e farroginosità, definire investimenti per creare nuovi posti di lavoro, superare una buona volta per tutte la precarietà. Puntare per davvero sulla sanità pubblica, e archiviare così in via definitiva la stagione dei tagli scellerati compiuti negli anni passati, e propoprre una grande riforma della scuola. Di questo si è parlato oggi anche sul palco bolognese di piazza del Nettuno, dove si sono alternati diverse delegate e delegati sindacali, preziose e insostituibili sentinelle in questi mesi di emergenza sanitaria, prima delle conclusioni finale affidate a Giorgio Graziani della segreteria nazionale della CISL. 

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Sulla sinistra, Graziani della segreteria nazionale CISL. Sulla destra, il segretario CGIL ER Giove. 
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