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È stata annullata la serata con Daniele De Martino, il cantante neomelodico che attacca i pentiti. L’evento, in programma per il 17 giugno nella pizzeria di Sant'Agata Bolognese, non si terrà più dopo l’appello "per una cultura antimafia diffusa e condivisa", di Libera Bologna, Cgil Bologna, Cisl Area metropolitana Bologna, Uil Emilia-Romagna e Bologna, Anpi Bologna, Arci Bologna, Cooperativa sociale La Formica, Circolo Arci Akkatà, in cui chiedevano l'annullamento del concerto.
I promotori ringraziano chi ha aderito al loro appello e annunciano nelle prossime settimane "una serie di iniziative sul territorio di Sant'Agata Bolognese e di tutta la città metropolitana di Bologna sul tema della cultura antimafia e degli strumenti di contrasto e prevenzione a fenomeni mafiosi e criminali". Difatti, "la rete di associazioni, sindacati e diverse altre realtà e cittadine e cittadini può arginare questi fenomeni, ma serve un forte impegno civile, esattamente come si è positivamente manifestato in questa occasione".
Dalla vicenda, concludono i promotori, "è infatti emersa la necessità di rafforzare gli anticorpi contro le mafie e contro una cultura mafiosa che, se si abbassa la guardia, rischia ancora di espandersi. Questa terra ha già purtroppo pagato un prezzo altissimo a causa della penetrazione della criminalità organizzata. È ora di costruire un argine definitivo".

Qui di seguito, l’appello di Libera Bologna, Cgil Bologna, Cisl Area metropolitana Bologna, Uil Emilia-Romagna e Bologna, Anpi Bologna, Arci Bologna, Cooperativa sociale La Formica, Circolo Arci Akkatà.

APPELLO PER UNA CULTURA ANTIMAFIA DIFFUSA E CONDIVISA
Il 17 giugno a Sant’Agata Bolognese, in provincia di Bologna, è prevista l’esibizione, presso una pizzeria locale, del cantante neomelodico Daniele De Martino. In una delle canzoni del cantante si trovano espliciti attacchi a collaboratori di giustizia e sui suoi social, come riportano già da tempo le cronache di quotidiani siciliani e nazionali, si trovano fotografie con i figli di uno storico boss di Cosa Nostra e altri esponenti mafiosi. Tutti fatti raccontati da giornalisti locali, che hanno ricevuto insulti dai profili sociali di De Martino, a partire dal giornalista di Repubblica Salvo Palazzolo.
Non solo, pochi giorni fa il cantante ha ricevuto un richiamo orale dalla Questura di Palermo perché «con il suo comportamento ha messo in pericolo la sanità, la sicurezza e la tranquillità pubblica», si legge nella nota della Questura, che continua dicendo che i messaggi di De Martino nelle sue canzoni «contengono gravi espressioni visive e verbali che implicano un'istigazione alla violenza, un'esaltazione delle gravi azioni antigiuridiche connesse alla criminalità organizzata, un'accettazione e condivisione di comportamenti e azioni contrari ai valori morali della società civile e lesive delle Istituzioni dello Stato».
Come associazioni, sindacati, circoli, cooperative e realtà organizzate che operano e si impegnano sul territorio della Città Metropolitana di Bologna, siamo convinti che ospitare l’esibizione di Daniele De Martino sia un grave errore. La cultura mafiosa e criminale viene trasmessa anche attraverso la musica, le parole, le canzoni: sono anche questi strumenti utili alle organizzazioni mafiose per rappresentare se stesse e la propria cultura, trasmettere messaggi, normalizzare o, ancora peggio, esaltare condotte illecite e criminali.
Viviamo in una regione che ha conosciuto e conosce gravissimi fenomeni di infiltrazione da parte delle mafie: ‘ndrangheta, camorra, Cosa Nostra in primis: le numerose indagini ed i relativi processi già svolti e in corso a Bologna e in Emilia-Romagna lo testimoniano. In questi anni abbiamo organizzato iniziative, promosso dibattiti, confronti, eventi per parlare del fenomeno mafioso e di come contrastarlo. Abbiamo partecipato alle udienze dei processi di mafia che si sono e si stanno celebrando nella nostra regione. Soprattutto, ci siamo mobilitati in rete per far sì che gli anticorpi necessari contro le mafie crescessero, si moltiplicassero, si rafforzassero giorno dopo giorno, creando una società sempre più libera dalle mafie e dalla sua cultura.
Ecco perché siamo convinti che sia necessario che l’esibizione del 17 giugno venga annullata, come abbiamo già chiesto al Prefetto e al Questore di Bologna. Lo svolgimento dell’esibizione sarebbe uno svilimento di quanto fatto finora contro quella cultura mafiosa che cerchiamo di contrastare quotidianamente. Ci rivolgiamo alle istituzioni, alle associazioni, alle cittadine e ai cittadini: lo dobbiamo al nostro territorio, al tessuto sociale sano, a quanti si impegnano contro le mafie e a quanti sono vittime di un sistema mafioso sempre più pervasivo anche nella nostra città.

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