Le sfide per uno sviluppo equo e sostenibile e il futuro dell'Emilia-Romagna
"In Emilia-Romagna tecnici e politici si interrogano sui prossimi 10 anni, ascoltando i territori in un'ottica universalistica". Così Emmanuele Pavolini, direttore dell'Alta scuola studi Spi Luciano Lama ha sintetizzato il modello di welfare e sanità in regione, frutto di un rapporto virtuoso tra istituzioni, sindacati e terzo settore.
Tanto che sulla non autosufficienza - uno dei temi al centro del dibattito di lunedì 15 gennaio al seminario nazionale promosso dallo Spi Cgil nella sala "20 maggio 2012" della Regione Emilia-Romagna - dopo una prima fase dedicata alla costituzione di un fondo unico, di allargamento e sperimentazione dei servizi offerti, ora è giunto il momento di aprirne una nuova all'insegna "dell'innovazione", come ha sottolineato l'assessore bolognese alla Sanità Giuliano Barigazzi. Molto di questo patrimonio passa dall'esito delle elezioni Regionali del 26 gennaio, come ha ricordato anche il ministro della Salute Roberto Speranza. "Credo che questa regione - ha spiegato il ministro - abbia dimostrato di saper difendere l'universalità del servizio sanitario nazionale più e meglio di altri".
Mentre il presidente di viale Aldo Moro Stefano Bonaccini, anche lui tra gli ospiti del seminario, ha assicurato che qualora venisse riconfermato, il modello della sanità lombarda, "per metà privato", non prenderà piede lungo la via Emilia. "Finché ci sarò io - ha assicurato - sarà per stragrande maggioranza pubblico".
La prossima legislatura diventa quindi cruciale per il futuro del welfare emiliano romagnolo, e in questa ottica va letta la proposta del segretario generale regionale Spi Er Bruno Pizzica di un nuovo Patto per la salute.
Elezioni importanti anche secondo il segretario generale Spi Cgil nazionale Ivan Pedretti. "L'Emilia-Romagna è un punto fondamentale per l'immagine di un Paese che non separa", le sue parole.
Diventa dunque necessario dare "continuità" a quanto fatto finora in Regione, sostiene il segretario regionale della Cgil Emilia-Romagna Luigi Giove.
L'Emilia-Romagna è anche la patria delle Sardine, nate a Bologna in contrapposizione alle manifestazioni elettorali del leader della Lega Matteo Salvini. "Quei ragazzi li dobbiamo abbracciare e dare delle risposte sul lavoro", rilancia il vicesegretario Cgil nazionale Vincenzo Colla.
