Bussandri: “Il riconoscimento a “Uber” Franciosi onora la memoria di un sindacalista di grande cultura e umanità”
Tra i premiati della X edizione del premio Pio La Torre oggi a Bologna figura anche il nostro sindacalista Umberto “Uber” Franciosi scomparso prematuramente nel settembre 2024 a 58 anni di età. Franciosi inizia giovanissimo a lavorare a 14 anni come apprendista salumiere al salumificio Villani di Castelnuovo, diventa poi delegato Cgil ed esce in distacco sindacale per lavorare a un progetto confederale sulla regolarità del lavoro. Diventa poi funzionario del sindacato dell’agroindustria Flai Cgil a Sassuolo, successivamente entra nella segreteria provinciale Flai Cgil e dal 2007 è eletto segretario generale della categoria dove rimane sino al 2014 quando viene eletto segretario regionale Flai Cgil. Dal 2022 al 2024 ha ricoperto il ruolo di responsabile del Dipartimento legalità e sicurezza della Cgil Emilia-Romagna.
La causa dei più deboli, degli invisibili, degli sfruttati è stata, infatti, al cuore non solo della sua vita professionale ma anche di quella privata e politica, rappresentando una testimonianza indelebile, oltre che un grande insegnamento per chiunque l’abbia conosciuto e stimato.
Questo il ricordo del segretario generale Cgil Emilia Romagna Massimo Bussandri: ”Il riconoscimento a Uber Franciosi onora la memoria di un sindacalista di grande cultura e umanità, per cui "legalità" non era una parola da convegni, ma prassi e impegno quotidiano, fatto di denunce, mobilitazioni, appostamenti notturni per scoprire gli itinerari dei caporali; e soprattutto il modo più concreto per stare dalla parte dei più deboli, quello che aveva scelto come missione di vita. E' anche un riconoscimento indiretto a tutta la Cgil Emilia Romagna, in cui Uber ha diretto con grande passione la categoria dell'agro-industria e poi coordinato il dipartimento legalità, dato che in questo territorio una percentuale altissima delle segnalazioni di illegalità o irregolarità sul lavoro vengono dalle nostre categorie e dalle nostre Camere del Lavoro, o da lavoratori tutelati dalle nostre strutture. Ecco, il lavoro di Uber, e anche gli scritti che ci ha lasciato, rappresentano la punta di diamante di questo movimento per la legalità che continueremo a nostra volta a onorare”.
